8 buone pratiche per ridurre i rifiuti

  1. W il vetro!  Quando possibile preferiamo il vetro alla plastica riutilizzando più volte la stessa bottiglia, facendo rifornimento ai distributori pubblici, direttamente alle fonti o presso i distributori automatici presenti sul territorio. Approfittiamo anche del ritorno del “vuoto a rendere”: dopo aver utilizzato le bottiglie più resistenti in vetro, plastica o altri materiali fino a 10 volte, potremmo riconsegnare i vuoti ai punti vendita aderenti, in cambio della restituzione di una piccola cauzione versata al momento dell’acquisto.
  2. Ricicliamo!  Carta – Limitiamo l’uso della carta scegliendo la rendicontazione del conto corrente online, utilizzando la PEC (posta elettronica certificata) al posto delle raccomandate, riutilizzando i fogli e stampiamo mail e documenti solo se strettamente necessario.
  3. Attenti al Packaging. Per fare la spesa usiamo borse riutilizzabili, ceste o cassette evitando gli shopper usa e getta; scegliamo i prodotti sfusi e alla spina sia per gli alimenti che per la cura della casa e della persona e preferiamo i prodotti concentrati o da diluire: così facendo acquisteremo solo il quantitativo di cui abbiamo bisogno e ridurremo gli sprechi. Limitiamo al massimo gli imballaggi, ad esempio per la merenda dei bambini o per conservare i cibi utilizziamo i contenitori da frigo: eviteremo di gettar via ogni giorno bustine di plastica, alluminio o sacchetti di carta e comunque preferiamo materiali facilmente differenziabili (carta, cartone, plastica, ecc.) in alternativa a quelli fatti da materiali diversi (poliaccoppiati ecc.).
  4. Ricarichiamo? Preferiamo le pile ricaricabili a quelle usa e getta. Le pile non possono esser gettate insieme ad altri materiali perché sono rifiuti pericolosi che contengono materiali tossici come mercurio e cadmio per questo vanno consegnati presso i Centri di raccolta per smaltirli correttamente senza provocare danni all’ambiente e alla salute delle persone.
  5. Scarti? No. Risorse! Metti gli avanzi di cibo (insieme agli shopper in carta o bioplastica biodegradabile e compostabile) nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost. Il compost fatto in casa ha un valore si in termini di minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti) sia in termini di mancato guadagno derivato dalla commercializzazione del compost (che varia da 20 Euro a tonnellata per i prodotti all’ingrosso a circa 3 Euro per i prodotti al minuto)
  6. Bando alle cicche! Raccogliamo separatamente i mozziconi di sigaretta e gettiamoli nella raccolta indifferenziata: eviteremo all’ambiente un rifiuto tossico e pericoloso per insetti, uccelli e pesci, che impiega anni per decomporsi. Così facendo potremmo avere a disposizione una risorsa potenzialmente utilizzabile in applicazioni ad elevato contenuto tecnologico.
  7. Al riparo! RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Prima di gettare via apparecchi elettronici ed elettrodomestici, assicuriamoci che non esistano modi per ripararli o pezzi di ricambio da acquistare. Invece di smaltire in discarica, ricicliamo e con una piccola spesa, potremo evitare di inquinare e di disperdere nell’ambiente tonnellate di RAEE.
  8. “Passaparola”. Raccogliamo l’organico, ricicliamo, riusiamo, recuperiamo materia ed energia: insomma mettiamo a dieta la nostra pattumiera indifferenziata e taglieremo anche il conferimento in discarica. In ultimo diffondiamo le buone pratiche dell’economia circolare con familiari, amici e conoscenti: nel nostro piccolo, saremo alleati dell’innovazione e contribuiremo al cambio di paradigma.

Per scaricare l’infografica clicca qui.

Fonte: ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile